Congresso Uiltucs, Sindacato dei lavoratori del turismo, commercio e servizi

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Ringrazio il segretario generale del Sindacato dei lavoratori del turismo, commercio e servizi Elvira
Fatiganti per l’invito in occasione del XII Congresso Territoriale. Saluto i relatori che mi hanno
preceduta e che seguiranno e tutti voi presenti in sala.
Sono particolarmente lieta di essere qui con voi per l’adempimento dei Lavori Congressuali perché
oggi abbiamo l’occasione di poterci confrontare per condividere idee e progetti in grado di
promuovere a loro volta una programmazione sul territorio con interventi e misure a favore del
cittadino, rappresentando gli interessi del settore del turismo, del commercio e dei servizi.
Siamo tutti consapevoli di vivere un periodo particolarmente complesso, caratterizzato da una
pandemia, che ci ha colti in maniera del tutto inaspettata, e una crisi economica che
precedentemente ci aveva già provato ed indebolito. Sono tanti, purtroppo, i cittadini che si
trovano ad affrontare un momento di particolare difficoltà, contraddistinto da una generalizzata
incertezza sul proprio futuro e quello delle loro famiglie.
Per questo è importante ritrovarsi e cercare di fornire delle risposte concrete, per tracciare dei
punti fermi in grado di restituire un orientamento alla collettività da un punto di vista del lavoro,
della sostenibilità, della socialità. Questo Congresso è pertanto un incontro che sigilla un impegno
forte, a partire dai delegati nelle aziende fino ad arrivare a tutti i livelli dirigenziali, per affrontare
insieme le criticità del momento e la sfida della ripartenza.
Una ripartenza che può prendere il via anche dalle risorse che il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa
e Resilienza) offre al settore del commercio e del turismo; disponibilità che possono indirizzare
verso una cultura partecipativa rispetto a questi due settori, legandoli anche a politiche di
inclusione e integrazione per una società orientata al consolidamento delle tutele, della dignità
della persona.

Dobbiamo infatti puntare a promuovere sui territori quello che possiamo definire come “turismo
inclusivo” dove gli spazi, le comunità, i territori, l’ospitalità, i servizi, la ristorazione, i percorsi, la
mobilità sono accessibili e fruibili a tutti, comprese le persone più fragili e vulnerabili,
contribuendo a creare benessere sociale e valore economico diffuso.
Questo percorso può ovviamente includere anche una partecipazione attiva delle persone con
disabilità nella vita della comunità, aiutandole ad essere parte integrante della crescita stessa della
società.
Un percorso che la Regione Lazio ha portato avanti e sta portando avanti in maniera capillare. A
guidarci la volontà di mettere in pratica interventi che vadano oltre il mero assistenzialismo.
4 MILIONI PER LE COOPERATIVE SOCIALI
Nel periodo emergenziale, abbiamo cercato di restare accanto alle famiglie e ai ragazzi
particolarmente fragili accompagnandoli in percorsi occupazionali, di inserimento nel mondo
lavorativo in modo che potessero sentirsi parte attiva dello sviluppo della propria comunità di
riferimento. Per andare quindi oltre il mero assistenzialismo, abbiamo stanziato 4 milioni di euro a
sostegno delle cooperative sociali e consorzi per la presentazione di attività progettuali destinate a lavoratori svantaggiati, al miglioramento della qualità dei servizi sociosanitari, assistenziali ed
educativi.
OLTRE 10 MILIONI PER BANDO COMUNITÀ SOLIDALI
E sempre in riferimento ad un’ottica inclusiva e volta la lavoro, un fondamentale apporto proviene
dal Bando Comunità Solidali ricolto al Terzo Settore e per il quale sono stati erogati oltre 10 milioni
di euro; ad essere finanziati 253 progetti che, tra i vari, si pongono l’obiettivo di organizzare
proposte volte allo sviluppo di un’agricoltura sostenibile, al contrasto della povertà, al
perseguimento dell’uguaglianza di genere.
Proprio in riferimento all’agricoltura sociale, abbiamo promosso azioni volte a incentivare modelli
di sviluppo economico che puntano anche al coinvolgimento lavorativo delle persone più fragili,
con la prospettiva dell’integrazione, della riabilitazione e del recupero, in modo da poter condurre
una vita quanto più inclusiva nella comunità.
Tra le altre aree tematiche di riferimento del Bando Comunità Solidali troviamo: il favorire
un’educazione di qualità, equa ed inclusiva, con opportunità di apprendimento permanente per
tutti; l’incentivazione di un’occupazione piena e produttiva ed un lavoro dignitoso per tutti; la
riduzione delle ineguaglianze sociali con un’attenzione rivolta al benessere di tutti i cittadini e di
tutte le fasce d’età.
Nello specifico i progetti hanno la finalità di prevenire e individuare situazioni di fragilità e di
bisogno che possano coinvolgere fasce di popolazione particolarmente esposte, come minori,
anziani, persone in situazione di precarietà economica; può anche essere perseguito lo sviluppo e
il rafforzamento di legami sociali, in modo da promuovere l’inclusione sociale e il contrasto di
fenomeni di marginalità o esclusione.
LINEE GUIDA PER IL DURANTE E DOPO DI NOI
I nostri sforzi si sono inoltre concentrati nell’aiutare le persone con estrema difficoltà ad acquisire
un’autonomia, quanto più possibile avanzata rispetto alla situazione di partenza, per poter gestire
il proprio quotidiano.
In questo senso sono stati raggiunti due importanti traguardi. Mi riferisco all’approvazione delle
Linee guida regionali sul Durante e Dopo di Noi e all’avvio di centri polivalenti per giovani e adulti
con disturbo dello spettro autistico ed altre disabilità con bisogni complessi.
Bel primo caso, con l’approvazione delle Linee guida regionali per l’applicazione delle finalità
contenute nella Legge nazionale, abbiamo lavorato per garantire percorsi di autonomia e vita
indipendente non solo quando le persone con disabilità grave non hanno più al proprio fianco i
familiari, ma anche quando i genitori sono ancora in vita, accompagnandoli verso percorsi di
deistituzionalizzazione e di supporto alla domiciliarità in abitazioni o gruppi-appartamento, che
riproducano le condizioni abitative e relazionali della casa familiare, o soluzioni alloggiative di co-
housing.
Con questo provvedimento abbiamo messo a punto un atto ricognitivo di tutte le buone prassi
realizzate in questi anni, in modo da poter garantire un’omogeneità di azione e accompagnare le
persone verso un’autonomia, con il pieno coinvolgimento delle famiglie fin dall’elaborazione del
progetto personalizzato.

L’obiettivo è quello di promuovere programmi di accrescimento della consapevolezza e di
abilitazione delle competenze per la gestione della vita quotidiana.
3 MILIONI DI EURO PER AVVIO CENTRI POLIVALENTI RIVOLTI A GIOVANI E ADULTI CON
DISTURBO DELLO SPETTRO AUTISTICO E DISABILITÀ COMPLESSE
Altro importante punto di arrivo, come anticipato poco fa, è l’avvio di Centri Polivalenti per giovani
e adulti con disturbo dello spettro autistico ed altre disabilità con bisogni complessi.
Su Viterbo, in particolare, è stato inaugurato (il 9 aprile) il primo Centro, gestito della Società
Cooperativa Sociale Onlus Alicenova. Si chiama Arcipelago e in questo spazio viene avviato un
programma sperimentale biennale per accompagnare i giovani adulti con disturbo dello spettro
autistico ed altre disabilità complesse in un percorso di transizione scuola-lavoro, che possa essere
di collegamento tra il secondo ciclo di istruzione e l’occupazione professionale, agevolando così il
passaggio all’età adulta.
La struttura ha come beneficiari le persone in condizione di fragilità ed anche coloro che
quotidianamente se ne prendono cura, i familiari e i Caregiver che saranno anch’essi partecipi del
progetto.
6 MILIONI PER RICONOSCIMENTO CAREGIVER FAMILIARE
E parlando di assistenza non posso non fare riferimento ad un altro intervento. Mi riferisco
all’approvazione delle ‘Linee guida regionali per il riconoscimento del Caregiver familiare, la
valorizzazione sociale del ruolo e la promozione di interventi di sostegno’, per le quali abbiamo
investito oltre 6 milioni di euro.
Con questo provvedimento per la prima volta nel Lazio viene dato un supporto concreto a chi si
prende cura dei propri cari più fragili e si tiene pertanto conto anche degli impegni quotidiani e
delle aspettative di vita di chi offre assistenza.
Il riconoscimento del ruolo del Caregiver avviene così fin dalla definizione del piano assistenziale
integrato, che verrà pertanto condiviso, nei contenuti e nelle finalità, dai principali interlocutori,
servizi – utente – Caregiver familiare. L’Unità di Valutazione Multidimensionale (UVM distrettuale)
è chiamata quindi a svolgere una valutazione anche delle necessità del “Caregiver familiare”,
pianificando forme di supporto flessibili ed integrate.
Le Linee guida regionali vogliono, inoltre, offrire una cornice di riferimento omogenea a livello
territoriale mediante la “Scheda Caregiver familiare”, firmata congiuntamente dall’assistito, come
espressione della sua autodeterminazione nella scelta della persona, e da chi se ne prende cura.
FINANZIATI CORSI FORMATIVI DESTINATI AI CAREGIVER FAMILIARI
E proprio recentemente è stato pubblicato l’avviso destinato agli operatori economici, accreditati
per la realizzazione di interventi di formazione, per l’organizzazione di corsi professionali di base
rivolti ai Caregiver familiari.
Con un investimento di 150 mila euro vogliamo sostenere sia la figura del Caregiver, grazie a
questo tipo di specializzazione, sia le persone fragili, con la finalità di migliorare la loro qualità
della vita.

Un intervento che nasce dalla consapevolezza che il Caregiver familiare è la memoria storica del
percorso effettuato dal proprio assistito, l’interprete e traduttore dei suoi bisogni, aspettative e
progetti, ma molto spesso è chiamato a mettere in campo abilità e conoscenze acquisite, il più
delle volte, solo con l’esperienza pratica maturata nel tempo.
Pertanto, vogliamo offrire a questa figura un supporto maggiore, con un sostegno informativo e
formativo in grado di favorire la conoscenza del proprio ruolo. In questo modo cerchiamo anche di
alleviare il carico emotivo del Caregiver, fornendo un aiuto psicologico ed evitando un sovraccarico
di responsabilità.
Gli operatori economici dovranno inviare la manifestazione di interesse esclusivamente attraverso
la piattaforma di e-procurement S.TEL.LA. entro, e non oltre, il termine delle ore 16:00 del giorno
20 aprile 2022.
6 MILIONI PER L’INCLUSIONE SPORTIVA DELLE PERSONE CON DISABILITÀ
Sempre di recente approvazione anche la Dgr con la quale destiniamo 6 milioni di euro per il
finanziamento di giochi inclusivi da installare all’interno dei parchi pubblici comunali; interventi
per la ristrutturazione di centri diurni e strutture semiresidenziali per disabili; acquisto o noleggio
di attrezzature e mezzi di trasporto per società sportive dilettantistiche che promuovono
l’inclusione sociale dei più fragili; finanziamento di arredi e dotazioni strumentali per la
realizzazione di laboratori per i più vulnerabili.
Con l’erogazione di queste risorse, ribadiamo che una delle nostre priorità è che tutti abbiano il
diritto alla partecipazione ad attività sportive, ricreative e di tempo libero e che ognuno possa
beneficiare di luoghi confortevoli e accoglienti, in grado di favorire l’interazione. Garantiamo così
il diritto allo sport anche alle fasce più fragili e puntiamo ad un’omogeneizzazione dei servizi.
In particolare, con il finanziamento per l’installazione dei giochi inclusivi andiamo a incrementare
quanto già fatto dalla Regione con la delibera che ha stanziato fino a 30 mila euro a progetto per
la realizzazione di spazi di gioco inclusivi finalizzati al benessere psicofisico dei più piccoli. Parte
delle risorse assegnate saranno pertanto utilizzate per lo scorrimento della graduatoria dei
Comuni e dei Municipi di Roma Capitale.
Tra i nostri obiettivi anche la ristrutturazione e l’ammodernamento di centri diurni e strutture
semiresidenziali, per i quali sono destinati parte delle risorse, ossia 3,5 milioni. Vogliamo così
realizzare progetti per migliorare gli spazi e l’offerta nei servizi rivolti alle persone più fragili,
offrendo un sostegno al disabile giovane o adulto e alla sua famiglia e supportandone di
conseguenza l’assistenza e la riabilitazione.
AVVISO AGRICOLTURA SOCIALE
Vorrei infine aggiungere che in previsione, mediante il finanziamento dei fondi Europei, c’è anche
un avviso di agricoltura sociale, per la trasformazione di una semplice azienda agricola in una vera
e propria azienda agricola sociale con la presenza attiva e fortemente partecipata di fasce di
popolazione svantaggiate che trovano impiego, possibilità di reinserimento lavorativo e sociale
attraverso le offerte occupazionali e i percorsi riabilitativi proposti.
In questo modo l’agricoltura sociale non va considerata come una forma di assistenzialismo che
tende a passivizzare le parti più deboli della società, ma come una vera impresa che consente ai

soggetti interessati di sviluppare inclusione sociale, processi abilitativi e accedere al diritto di un
reddito, rappresentando così un modello di lavoro e di socializzazione che riconsegna alla parte
più fragile delle nostre comunità una nuova dignità e capacità di resilienza.
Rafforzare questo ambito sarà quindi una delle nostre priorità anche in considerazione del fatto
che ricerche e monitoraggi in questi anni hanno dimostrato che l’attuazione di progetti di
agricoltura sociale hanno contribuito ad uno sviluppo del “budget di salute” diminuendo la quota
economica- finanziaria delle amministrazioni pubbliche con l’ingresso dei ricavati dalla
commercializzazione dei prodotti.

Lasciatemi infine sottolineare che questo tipo di pianificazione, supportata da progetti
multifattoriali e multisettoriali, è effettivamente proficua nel momento in cui a concorrere alla sua
realizzazione sono tutti gli stakeholder coinvolti nello sviluppo e nella crescita del territorio. Un
aspetto che nel Lazio è curato e valorizzato mediante la costruzione di una sinergia e
collaborazione tra istituzioni, associazioni, parti sindacali, enti del terzo settore.
L’impegno della Regione Lazio in tal senso è costante e sempre attento a un pieno coinvolgimento
di tutte le parti chiamate in causa. Non a caso uno dei nostri obiettivi è proprio quello di
promuovere la co-progettazione e co-programmazione, quali strumenti innovativi e flessibili nel
rapporto tra mondo del volontariato e pubbliche amministrazioni.
Quello a cui costantemente lavoriamo è un coinvolgimento che richiama alla partecipazione, in
modo da poter prendere parte attivamente e fattivamente alle attività, consentendo ai vari
protagonisti da un lato di realizzare le loro finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale e,
dall’altro, di dare quel contributo di esperienze, competenze, idee che rappresenta il motivo
stesso del loro coinvolgimento.
In questo modo andiamo a dare piena applicazione al principio di sussidiarietà, creando una
circolarità di rapporti e di responsabilità.
La nostra volontà è pertanto quella di perseguire questo cammino rafforzando la vocazione
inclusiva delle organizzazioni, favorendo l’istaurazione di dinamiche di fiducia e reciprocità, che
costituiscono il presupposto per collaborare e connettersi ai bisogni.
Potremo così costruire una società che può aspirare a una crescita solidale grazie all’apporto di più
attori, con il moltiplicarsi di energie e soggetti che contribuiscono a disegnare il futuro dei territori.

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Data e ora

04-05-2022
 

Location

 

Tipologie di evento

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