Tuscia wine&food: “Ripresa del turismo e dell’enoturismo”

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Parliamo oggi delle ricchezze del Lazio e delle nostre terre, di tutti quei prodotti che hanno un legame profondo con il nostro territorio: le tipicità agroalimentari ed enogastronomiche che, con arte, cultura e tradizione, caratterizzano unicità e sono quindi volano di sviluppo e crescita.

In particolare, parliamo del comparto vinicolo ed enogastronomico, entrambi simbolo della terra
della Tuscia e mezzo di sostentamento per tante famiglie locali che con le loro imprese fanno
conoscere le nostre peculiarità a livello nazionale e internazionale.
Ricordo che nel Lazio, per l’annualità 2021, l’export di vino ha raggiunto gli 82milioni 764mila euro,
in aumento del 20,4% rispetto al 2020, una crescita superiore alla media nazionale che è stata di
+12,4%.
Sempre nella nostra Regione, c’è un incremento notevole della superficie destinata alla
produzione di vino che possa tenere in conto sia il fattore qualità che quantità: abbiamo raggiunto
18mila ettari di superfici vitate, 450 cantine attive e circa 19mila aziende nel settore.
Dati positivi che testimoniano l’impegno, le capacità e il grande lavoro delle aziende che ogni
giorno con passione si dedicano alla coltivazione della propria terra, a cui sono legate da amore e
tradizione.
Le grandi qualità dei prodotti della Tuscia è da ricercarsi certamente nel terreno su cui si
estendono le coltivazioni, ma anche nei costanti sforzi dei produttori, per raggiungere alti standard
qualitativi, grazie all’impiego di tecnologie all’avanguardia, e a un’importante attenzione
all’ambiente e alle tradizioni locali.
Qui la produzione del vino nasce dal sacrificio di intere famiglie che si dedicano completamente a
tutta la filiera produttiva, dalla produzione al confezionamento e alla commercializzazione,
contribuendo in maniera diretta allo sviluppo e alla crescita di questi luoghi.
E i risultati sono riconosciuti anche oltre Regione. Non dimentichiamo infatti che poche settimane
ha avuto luogo Vinitaly, il salone Internazionale del vino e dei distillati che si tiene a Verona dal
1967.
Sono state 58 le aziende vinicole che hanno esposto i propri prodotti nel Padiglione Lazio; oltre 20
quelle locali che hanno partecipato riscontrando notevole apprezzamento e riconoscimento, con i
diversi produttori che sono stati perfetti ambasciatori della Tuscia dimostrando tutta la loro
competenza e passione per la propria terra e per il territorio.

È stata, pertanto, una numerosa partecipazione, segno di un’effettiva ripresa dopo due anni
difficilissimi legati all’emergenza sanitaria da Covid-19. Non sono state poche, infatti, le difficoltà
riscontrate in questo complesso e delicato periodo, ma i produttori hanno comunque continuato a
lavorare e a garantire la presenza di prodotti di alta qualità sulle tavole dei cittadini.
A tal proposito colgo, pertanto, l’occasione di salutare e ringraziare la famiglia Cotarella che è tra i
promotori dell’incontro di oggi; un’occasione importante per tornare a valorizzare le nostre
ricchezze, ma anche un confronto importante per soffermarci sulle buone prassi da mettere in
campo per alimentare la crescita e lo sviluppo dei territori. E ringrazio la famiglia Cotarella anche
per il contributo offerto al territorio mediante la sua scuola “Intrecci”, che dà agli studenti la
possibilità di conciliare le attività didattiche con esperienze in azienda di alto livello, masterclass e
attività ricreative studiate su misura per loro. Un percorso che forma figure professionali in grado
di accogliere il cliente in sala con grande sensibilità, per accompagnarlo in un vero e proprio
percorso degustativo.
Ed ecco quindi che mi vorrei soffermare su un’ulteriore riflessione: valorizzare i prodotti locali vuol
dire anche incrementare visite e turismo sui territori; un aspetto che la Regione Lazio vuole curare
con una pianificazione lungimirante.
NUOVA LEGGE QUADRO DI RIORGANIZZAZIONE DEL SISTEMA TURISTICO LAZIALE
È di recente approvazione, infatti, la nuova Legge quadro di riorganizzazione del sistema turistico
laziale (a distanza di 15 anni dalla L.R. 13/2007).
Con questo atto abbiamo messo nero su bianco l’obiettivo di innalzare la qualità dell’offerta
turistica della destinazione Lazio dal momento che l’impianto legislativo finora vigente necessitava
di interventi di aggiornamento e semplificazione, tali da fornire a operatori e imprese del settore
strumenti adeguati rispetto alle trasformazioni del comparto turistico dell’ultimo decennio e,
ancora di più, degli ultimi due anni segnati dalla pandemia.
La Legge vuole ridare centralità al turismo favorendone l’integrazione con gli altri settori
economici e produttivi della Regione; consolidare e promuovere sui mercati, nazionale ed estero,
l'immagine unitaria e complessiva del brand Lazio in tutti i suoi segmenti; favorire il rafforzamento
strutturale dell’offerta attraverso la formazione e la riqualificazione degli operatori, dei servizi e
delle strutture, nonché attraverso il sostegno all’innovazione tecnologica; garantire la migliore
accoglienza ai visitatori, aumentarne la permanenza media e favorire il turismo di ritorno; puntare
a modelli di sviluppo che guardino alla sostenibilità.
Vengono inoltre istituiti una Direzione Regionale preposta al coordinamento delle attività
amministrative di competenza regionale in sostituzione dell’Agenzia Regionale del Turismo e
l'Osservatorio Regionale del Turismo, fondamentale per la raccolta di dati e informazioni necessari
a monitorare lo sviluppo del settore, verificare l’efficacia di interventi promossi, realizzare studi di
tendenze e fabbisogni.

Punto nevralgico della riforma è la disincentivazione delle azioni illegali del settore e il contrasto a
tutte le forme di abusivismo: nel comparto ricettivo, nell’esercizio delle professioni turistiche,
nello svolgimento di attività di intermediazione. (In merito al contrasto delle attività abusivamente
esercitate una novità importante riguarda l’inasprimento delle sanzioni pecuniarie, che passa dai
10.000 ai 20.000 euro fino alla chiusura immediata delle attività, e la vigilanza affidata ai corpi di
polizia locale che potranno instaurare forme di collaborazione con la polizia provinciale. Rilevante
è che gli introiti derivanti dalle sanzioni resteranno nella disponibilità dei Comuni, come entrate da
destinare al settore sul territorio. A Roma Capitale sono conferiti ulteriori funzioni e compiti
amministrativi come la definizione e l’attuazione di specifici progetti e programmi di interesse,
nonché lo sviluppo, l’organizzazione e la valorizzazione della destinazione turistica Roma Capitale
anche attraverso forme di partenariato pubblico-privato, l’individuazione di ambiti omogenei
all’interno dei quali possono essere disciplinati criteri e posti limiti allo svolgimento di attività di
natura non imprenditoriale di locazione di immobili ad uso residenziale per fini turistici).
Vorrei pertanto concludere con un ultimo ringraziamento. L’instancabile lavoro della terra da
parte degli imprenditori è possibile grazie anche all’impegno degli Enti locale e dei vari stakeholder
che puntano a curare e valorizzare le tradizioni.
Attraverso il loro sostegno è possibile dare vita a eventi come questo che permettono di
apprezzare il lavoro dei cittadini e, allo stesso tempo, consentono di trasmettere questa passione
alle nuove generazioni.
Senza dimenticare che, iniziative come questa, dimostrano anche la vicinanza dell’amministrazione
al lavoratore e alle sue esigenze, in modo che venga alimentato costantemente il dialogo con la
cittadinanza che può così trovare un punto di riferimento nell’istituzione.
A tal proposito vorrei sottolineare come La Regione Lazio è pronta a fare squadra per favorire la
cura delle tradizioni locali, delle piccole comunità, dei monumenti naturali e artistici, tutte
ricchezze del nostro Paese. La varietà dei borghi italiani, con i loro prodotti, è un tesoro da
custodire, un unicum che è alla base dello sviluppo economico e della tenuta sociale dell’Italia
stessa.
Ed è per questi motivi che dobbiamo continuare a lavorare insieme in maniera costante, per
costruire una programmazione di sviluppo e di crescita lungimirante, attenta alle singole esigenze.
Soltanto con una profonda sinergia con le realtà locali è infatti possibile dare avvio a quella che è
una vera e propria concertazione territoriale. Non una semplice parola, ma un termine che
esplicita la necessità e l’importanza di un dialogo costante e proficuo con le varie realtà che
operano a livello locale. Il confronto è infatti alla base delle buone prassi politiche perché è
insieme che si può fare la differenza.

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Data e ora

03-05-2022 ore 16:00
 

Tipologie di evento

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